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Risultati da 1 a 10 di 24

Discussione: Esiste una coscienza?

  1. #1
    martina
    Ospite

    Question Esiste una coscienza?

    C'è in chi ha tradito la coscienza, la consapevolezza della sofferenza causata, dell'ingiustizia inflitta?

    Non parlo del tradimento come stile di vita o abitudine consolidata, non parlo di chi tradisce perchè si innamora di un'altra persona.
    Parlo del tradimento consumato in un breve periodo, per leggerezza o solitudine, quello che viene confessato perchè non se ne regge il peso.

    In questi casi, secondo voi, il senso di colpa che spinge a confessare (pur avendo certezza di non poter essere scoperti, come nel caso a cui mi riferisco) è indice di coscienza viva della negatività del fatto compiuto, consapevolezza dell'ingiustizia commessa, di una sorta di debito di sincerità, perfino di amore verso il tradito, o solo spia di fragilità interiore che muove il bisogno, la ricerca di un'assoluzione?

    Grazie.

  2. #2
    utente arcangelo
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    Red face dipende

    Citazione Originariamente Scritto da martina
    C'è in chi ha tradito la coscienza, la consapevolezza della sofferenza causata, dell'ingiustizia inflitta?

    Non parlo del tradimento come stile di vita o abitudine consolidata, non parlo di chi tradisce perchè si innamora di un'altra persona.
    Parlo del tradimento consumato in un breve periodo, per leggerezza o solitudine, quello che viene confessato perchè non se ne regge il peso.

    In questi casi, secondo voi, il senso di colpa che spinge a confessare (pur avendo certezza di non poter essere scoperti, come nel caso a cui mi riferisco) è indice di coscienza viva della negatività del fatto compiuto, consapevolezza dell'ingiustizia commessa, di una sorta di debito di sincerità, perfino di amore verso il tradito, o solo spia di fragilità interiore che muove il bisogno, la ricerca di un'assoluzione?

    Grazie.
    Credo che si possa trattare di ognuna di queste cose..ma è sicuro che il consiglio che ognuno riceverà sarà di stare zitto e che parlando si ha la consapevolezza di far del male al partner e di rischiare di perdere il legame consolidato.
    Pertanto, se chi confessa non è una persona superficiale, credo che lo faccia per l'impossibilità di tacere su qualcosa che ha avuto un significato e non può tacerlo per rimanere trasparente col partner.

  3. #3
    Non registrato
    Ospite
    Citazione Originariamente Scritto da Persa/Ritrovata
    se chi confessa non è una persona superficiale, credo che lo faccia per l'impossibilità di tacere su qualcosa che ha avuto un significato e non può tacerlo per rimanere trasparente col partner.
    Se una persona non fosse superficiale, non confesserebbe una leggerezza e, prima ancora, forse non l'avrebbe commessa.
    E' lo sporco della propria coscienza che non si riesce a tacere e si scarica sul tradito. Serve la candeggina del perdono.
    E si fa pure bella mostra di sè dicendo: "Guarda come sono sensibile e sincero".

  4. #4
    utente arcangelo
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    Cool

    Citazione Originariamente Scritto da Non registrato
    Se una persona non fosse superficiale, non confesserebbe una leggerezza e, prima ancora, forse non l'avrebbe commessa.
    E' lo sporco della propria coscienza che non si riesce a tacere e si scarica sul tradito. Serve la candeggina del perdono.
    E si fa pure bella mostra di sè dicendo: "Guarda come sono sensibile e sincero".
    Non credo proprio che nessuno possa pensare di far bella mostra di sè confessando un tradimento. Chiunque sa che significa passare dei bei guai..
    Quindi è ben raro che venga fatto con superficialità.
    Se la motivazione è un peso sulla coscienza è comunque segno di ..avere una coscienza..
    Se la motivazione è trovare un aiuto per capire un proprio disagio o nella coppia è segno di fiducia nel partner..
    Se la motivazione è sentire che è un fatto che non può essere taciuto per onestà..è segno di rispetto..
    Personalmente mi sarei aspettata sia che mi fosse stata confessata l'intenzione prima o almeno che mi fosse stato chiesto il perdono dopo (dopo poco tempo) e quel che rimproverò di più è l'inganno e la doppiezza.
    Non vedo perché condannare chi compie un atto onesto e rischioso come la confessione.
    Certo ..sarebbe più onesto non tradire..ma sarebbe meglio anche guidare con prudenza e non investire nessuno, ma se succede (per distrazione, stanchezza, ubriachezza...) è sempre meglio fermarsi, prestare soccorso e assumersi le proprie responsabilità, pronti a subire le conseguenze..

  5. #5
    utente divino
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    martina

    Premetto che a mio avviso, la scelta di tradire, nell'atto stesso in cui lo si fa è autoassolvente.
    Spesso la motivazione è che il desiderio è irresistibile e, in fondo all'altro/a, non si toglie nulla mantenendo gli stessi (a chiacchiere) atteggiamenti.
    Temo che il tradimento consumato sporadicamente sia molto raramente confessato e se accade, è per incapacità di tenersi il peso della defezione, una specie di oppressione che si vuole condividere per sentirne meno il disagio.
    E' vero che sarebbe opportuno valutare caso per caso, ma la confessione non sempre ha motivi nobili.
    Il senso dell'espiazione è raramente abbastanza forte da rischiarne le conseguenze, spesso è più frequente il desiderio di apparire onesti e sinceri che è l'effetto secondario dello scaricarsi il senso di colpa.
    Altro è l'innamorarsi profondamente di un'altra persona in cui le dinamiche sono appunto più articolate.
    Ci sono molte argomentazione in gioco ma il senso dell'amore in chi confessa nei termini che hai prefigurato, credo sia la motivazione meno percorribile, almeno questo è il mio pensiero
    Bruja

  6. #6
    Utente Karmico
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    Citazione Originariamente Scritto da Bruja
    Premetto che a mio avviso, la scelta di tradire, nell'atto stesso in cui lo si fa è autoassolvente.
    Spesso la motivazione è che il desiderio è irresistibile e, in fondo all'altro/a, non si toglie nulla mantenendo gli stessi (a chiacchiere) atteggiamenti.
    Temo che il tradimento consumato sporadicamente sia molto raramente confessato e se accade, è per incapacità di tenersi il peso della defezione, una specie di oppressione che si vuole condividere per sentirne meno il disagio.
    E' vero che sarebbe opportuno valutare caso per caso, ma la confessione non sempre ha motivi nobili.
    Il senso dell'espiazione è raramente abbastanza forte da rischiarne le conseguenze, spesso è più frequente il desiderio di apparire onesti e sinceri che è l'effetto secondario dello scaricarsi il senso di colpa.
    Altro è l'innamorarsi profondamente di un'altra persona in cui le dinamiche sono appunto più articolate.
    Ci sono molte argomentazione in gioco ma il senso dell'amore in chi confessa nei termini che hai prefigurato, credo sia la motivazione meno percorribile, almeno questo è il mio pensiero
    Bruja
    sono sostanzialmente d'accordo
    A volte subentrano ragionamenti molto complessi (e, lo ammetto, utilitaristici) in cui metti sul piano della bilancia da un lato quel che prendi e togli dalla vita matrimoniale (es. un matrimonio "stanco", con un coniuge che tende ad esprimere rabbia/a controllarti, dall'altro un sentimento che sai non porta da nessuna parte ma è una gratificazione fisico - emotiva, magari espresso con modalità spazio - temporali che non incidono piu' di tanto sulla vita matrimoniale, e non si pongono in diretta concorrenza con essa).

    Io sto imparando sempre piu' ad evitare di giudicare, perché nessuno sa davvero cosa passa nella vita e nell'unione delle altre persone. Può esserci affetto, persino amore, ma a volte l'unione si è davvero consunta, si hanno altri desideri, altri "bisogni", eppure si è legati al passato da considerazioni pratiche (i figli, la loro serenità, problemi economici, abitudini, etc.).

    In genere, no, il tradimento non è la risposta. Ma se capita così di frequente è perché queste "condizioni", questi prerequisiti, accadono.

    Un bacio!

  7. #7
    martina
    Ospite

    Vi ringrazio

    Citazione Originariamente Scritto da Bruja
    Temo che il tradimento consumato sporadicamente sia molto raramente confessato e se accade, è per incapacità di tenersi il peso della defezione, una specie di oppressione che si vuole condividere per sentirne meno il disagio.
    Nel mio caso la "rarità" è accaduta, nel senso che si è trattato di un episodio, confessatomi dopo tre settimane dal momento in cui è stato messo in atto, con la premessa che non riusciva a reggere questo peso e a nascondermelo.

    Stavamo insieme (no matrimonio, no figli) ma viviamo in due città diverse e abbastanza distanti.
    Solitudine e stupidità, sono state le sue ragioni.
    Non escludo quanto detto da Persa/Ritrovata, ho motivo di pensare che il vero intento di questa confessione voleva essere portare alla mia attenzione la necessità del cambiamento nel nostro rapporto che lui auspicava da tempo.
    Ma in questo non riesco a vedere nè onestà, nè sincerità, solo una brutale ed egoistica pressione psicologica, un rivendicare in modo immaturo e superficiale esigenze che pure erano legittime, positive, ma potevano essere manifestate in tutt'altro modo. Nel caso, anche lasciandomi.
    Ha avuto coscienza della mia sofferenza prima di agire e prima di venirmelo a raccontare, o voleva solo liberarsi della sua?
    Voleva punirmi o essere punito?
    Pretendeva magari di colpevolizzare me della sua mancanza...

    Sostiene di amarmi, che ha sbagliato e capito la lezione, ma se solo immagino di toccarlo provo nausea.

  8. #8
    utente divino
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    martina

    Hai ragione, non ci vedo neppure io nè onestà nè trasparenza.
    Ha solo forzato la mano verso la direzione a cui era interessato.
    Non sò se abbia avuto coscienza del dolore che ti avrebbe inflitto, ed in che misura, ma certamente non ha dimostrato alcuna maturità visto che non avendo legami inscindibili potevate benissimo discuterne.
    Dubito che cercasse punizioni, sperava semplicemente che tu ingioiassi la pillola; temo che ci sia molta meno psicologia e molto più egoismo nel suo comportamento.
    Non è ravvisabile il desiderio di punire o autopunirsi, solo insofferenza mista ad una sensibilità menefreghista. Si è levato un impiccio dal groppone, hai visto mai che lo avessi scoperto, non avrebbe potuto fare il reo confesso pentito!
    Adesso evidenetmente ha le sue ragioni per sostenere che ti ama, che ha sbagliato etc. etc...... Anche qui psicologia precaria e molta ricerca del comodo.
    Se la nausea tende a durare, và eliminata, non si può vivere troppo a lungo con l'urto di vomito.
    Parlane con lui e vedi cosa gli provoca, ma in ogni caso pensa alla tua realizzazione qualunque scelta contempli.
    Bruja

  9. #9
    utente arcangelo
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    Wink dipende da te

    Citazione Originariamente Scritto da martina
    Nel mio caso la "rarità" è accaduta, nel senso che si è trattato di un episodio, confessatomi dopo tre settimane dal momento in cui è stato messo in atto, con la premessa che non riusciva a reggere questo peso e a nascondermelo.

    Stavamo insieme (no matrimonio, no figli) ma viviamo in due città diverse e abbastanza distanti.
    Solitudine e stupidità, sono state le sue ragioni.
    Non escludo quanto detto da Persa/Ritrovata, ho motivo di pensare che il vero intento di questa confessione voleva essere portare alla mia attenzione la necessità del cambiamento nel nostro rapporto che lui auspicava da tempo.
    Ma in questo non riesco a vedere nè onestà, nè sincerità, solo una brutale ed egoistica pressione psicologica, un rivendicare in modo immaturo e superficiale esigenze che pure erano legittime, positive, ma potevano essere manifestate in tutt'altro modo. Nel caso, anche lasciandomi.
    Ha avuto coscienza della mia sofferenza prima di agire e prima di venirmelo a raccontare, o voleva solo liberarsi della sua?
    Voleva punirmi o essere punito?
    Pretendeva magari di colpevolizzare me della sua mancanza...

    Sostiene di amarmi, che ha sbagliato e capito la lezione, ma se solo immagino di toccarlo provo nausea.
    Sta a te decidere se puoi superarlo o no...
    Qualunque sia il motivo per cui ha confessato ..onestà ..o meschinità ..ha messo in conto che tu avresti potuto non perdonarlo..
    Decidi quanto è importante per te ..lui intendo ..non il tradimento e se per lui puoi digerire questa cosa..
    Comunque vada sarà un successo ..se seguirai il tuo cuore

  10. #10
    martina
    Ospite

    grazie di nuovo

    Scoprirlo da sola, Bruja, sarebbe stato quasi impossibile.
    Avevo però ampiamente percepito che il suo comportamento era improvvisamente cambiato e, invece di arrabbiarmi, l'ho rassicurato dicendogli che comprendevo il suo malessere, che la distanza faceva soffrire anche me, e che avrebbe potuto dirmi cosa esattamente lo turbava per discuterne insieme.
    Lo sentivo in uno stato di incertezza, sono andata al dunque che avevo subdorato evitando penosi giri di parole.
    Sul momento non ho avuto reazioni, ho balbettato qualcosa che non ricordo neanche, avrò detto amore, fiducia, parole che in quel momento si erano svuotate.
    Come se fossi estranea a me stessa gli ho perfino chiesto cosa fare.
    Il peggio è arrivato il giorno dopo quando l'ho lasciato in preda ad uno stato confusionale di rabbia mista a delusione.

    Lui "era" importante, Persa/Ritrovata, aveva l'importanza, la sacralità di un sentimento pulito, esclusivo.
    Ha scelto di diventare una persona qualsiasi.
    Vorrei che dipendesse da me rivalutare tutto e comprendere, ammiro infinitamente chi lo fa, ma nel mio caso c'è anche l'incognita della distanza a complicare ulteriormente quello che per me è già complicato.
    Avrebbe dovuto considerare anche questo se davvero ci avesse tenuto.

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