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Discussione: Vi aggiorno II - Psicoterapia

  1. #1
    Utente Esperto L'avatar di MillePensieri
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    Vi aggiorno II - Psicoterapia

    Avrei voluto evitare di aprire una nuova discussione, ma in quella precedente sono spuntati fuori dei conflitti che non riesco a seguire, qui da poco.
    Resta però una parte che apprezzo molto (Sole, Diletta e altri), anche se non saprei come intervenire se non approvando.


    Per chi non mi ha mai letto:
    .http://www.tradimento.net/48-confess...iu-cosa-voglio
    .http://www.tradimento.net/48-confess...male-malissimo


    E' cominciato il percorso terapeutico del mio forse-compagno.
    Dopo un primo incontro di presentazione, oggi si è conclusa anche la seconda seduta.
    A quanto pare è uscito dallo studio molto scosso, piangendo...
    Lo psicologo ha detto che la situazione non è delle migliori, soprattutto se è arrivato a questo punto in due mesi, e prevede parecchie sedute.
    Naturalmente massimo riserbo su cosa hanno già parlato, come, ecc.


    Al telefono suo padre mi ha chiesto se davvero si comportava normalmente prima della scoperta. Ancora.
    Si, solo un po' di ansia, quella che lo ha tradito...di nuovo tutta la storia.
    Più che per informarmi sembra che mi abbia chiamata per sgridarmi e sfogarsi.


    Comunque...ho provato ad informarmi riguardo alle terapie, ma ho trovato solo un po' di cose vaghe e non conosco persone con esperienze simili alle spalle.

    Cosa devo aspettarmi? Come ne uscirà? Le solite domande.

    C'è gente che parla di "stravolgimenti nel proprio modo di vivere", altri che notano "effetti minimi ma pur semprepositivi" e c'è persino chi è "sprofondato del tutto nella disperazione".

    Leggo che la terapia tradizionale può durare anche anni,"dipende dalla complessità del problema, dalle aspirazionidel paziente e dalla teoria di riferimento dello psicoterapeuta".

    L'utilizzo di farmaci durante la terapia può "modificare l'intensità delle emozioni e addirittura l'orientamento generale del pensiero, ma ogni caso gli effetti collaterali sono reversibili" (sempre?).

    Io mi sono fatta da parte, dal giorno del crollo non l'ho più sentito.
    Solo un paio di telefonate con sua madre, anche lei provata.
    A volte mi convinco che finiremo per chiarirci come conoscenti fra chissà quanto tempo invece che come membri di una coppia a pezzi.


    E' dura...le giornate passate senza pensare a lui sono trascorse tranquillamente. Lavoro, uscite, relax.
    Ma è bastato un po' di attrito con il suo mondo per farmi infuriare. Ho perso due ore di lavoro a casa per andare a correre fino allo sfinimento.
    Per ora è questa la mia unica valvola di sfogo: faticare.
    Mettere su le scarpe da running o prendere la bici. Frustrante.


    Cosa sto facendo?
    Sono parte di una cosa che sono solo io a tenere in vita?
    Continuando a pensare a questa situazione, mi sembra sempre più chiaro che ormai sia finita.
    Ma non ne ho la certezza. Purtroppo non è facile svuotarsi di tutti quei sentimenti che ancora provo per lui.
    Se non definisco in fretta e definitivamente la mia posizione in questa vicenda, rischio di esplodere.
    Perchè illudersi che io stia bene aiuta fino ad un certo punto, ma basta davvero poco per riaprire la ferita.

    Devo ficcarmi in testa che la persona che conoscevo prima non c'è più.
    Alla fine del suo percorso potrebbe trovare la pace separandosi da me e negandomi il confronto che desidero.
    Se anche non succedesse non lo guarderei più come prima e non avrebbe più la mia fiducia per molto tempo.

    E con oggi ho cancellato tutta una settimana passata a prendermi cura di me stessa. Di nuovo pensieri in nero. Mi sembra di essere tornata alle domande che mi/vi facevo all'inizio...

    Edit.
    Dei forumisti mi hanno fatto notare che mancano delle cose per capire cosa voglio dire.
    Non intendo attendere in eterno, domani o nei prossimi giorni voglio un incontro con i suoi per parlare della terapia e sentire lui per capire se mi vuole escludere da questa cosa. Perchè non l'ho abbandonato, mi hanno chiesto di stargli lontano, ma ora è troppo, voglio ristabilire una comunicazione diretta con lui.
    Ultima modifica di MillePensieri; 29/08/2012 alle 18:01

  2. #2
    Egocentrica non in incognito L'avatar di Tebe
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    Citazione Originariamente Scritto da MillePensieri Visualizza Messaggio
    Avrei voluto evitare di aprire una nuova discussione, ma in quella precedente sono spuntati fuori dei conflitti che non riesco a seguire, qui da poco.
    Resta però una parte che apprezzo molto (Sole, Diletta e altri), anche se non saprei come intervenire se non approvando.


    Per chi non mi ha mai letto:
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    .http://www.tradimento.net/48-confess...male-malissimo


    E' cominciato il percorso terapeutico del mio forse-compagno.
    Dopo un primo incontro di presentazione, oggi si è conclusa anche la seconda seduta.
    A quanto pare è uscito dallo studio molto scosso, piangendo...
    Lo psicologo ha detto che la situazione non è delle migliori, soprattutto se è arrivato a questo punto in due mesi, e prevede parecchie sedute.
    Naturalmente massimo riserbo su cosa hanno già parlato, come, ecc.


    Al telefono suo padre mi ha chiesto se davvero si comportava normalmente prima della scoperta. Ancora.
    Si, solo un po' di ansia, quella che lo ha tradito...di nuovo tutta la storia.
    Più che per informarmi sembra che mi abbia chiamata per sgridarmi e sfogarsi.


    Comunque...ho provato ad informarmi riguardo alle terapie, ma ho trovato solo un po' di cose vaghe e non conosco persone con esperienze simili alle spalle.

    Cosa devo aspettarmi? Come ne uscirà? Le solite domande.

    C'è gente che parla di "stravolgimenti nel proprio modo di vivere", altri che notano "effetti minimi ma pur sempre
    positivi" e c'è persino chi è "sprofondato del tutto nella disperazione".

    Leggo che la terapia tradizionale può durare anche anni,"dipende dalla complessità del problema, dalle aspirazionidel paziente e dalla teoria di riferimento dello psicoterapeuta".

    L'utilizzo di farmaci durante la terapia può "modificare l'intensità delle emozioni e addirittura l'orientamento generale del pensiero, ma ogni caso gli effetti collaterali sono reversibili" (sempre?).

    Io mi sono fatta da parte, dal giorno del crollo non l'ho più sentito.
    Solo un paio di telefonate con sua madre, anche lei provata.
    A volte mi convinco che finiremo per chiarirci come conoscenti fra chissà quanto tempo invece che come membri di una coppia a pezzi.


    E' dura...le giornate passate senza pensare a lui sono trascorse tranquillamente. Lavoro, uscite, relax.
    Ma è bastato un po' di attrito con il suo mondo per farmi infuriare. Ho perso due ore di lavoro a casa per andare a correre fino allo sfinimento.
    Per ora è questa la mia unica valvola di sfogo: faticare.
    Mettere su le scarpe da running o prendere la bici. Frustrante.


    Cosa sto facendo?
    Sono parte di una cosa che sono solo io a tenere in vita?
    Continuando a pensare a questa situazione, mi sembra sempre più chiaro che ormai sia finita.
    Ma non ne ho la certezza. Purtroppo non è facile svuotarsi di tutti quei sentimenti che ancora provo per lui.
    Se non definisco in fretta e definitivamente la mia posizione in questa vicenda, rischio di esplodere.
    Perchè illudersi che io stia bene aiuta fino ad un certo punto, ma basta davvero poco per riaprire la ferita.

    Devo ficcarmi in testa che la persona che conoscevo prima non c'è più.
    Alla fine del suo percorso potrebbe trovare la pace separandosi da me e negandomi il confronto che desidero.
    Se anche non succedesse non lo guarderei più come prima e non avrebbe più la mia fiducia per molto tempo.

    E con oggi ho cancellato tutta una settimana passata a prendermi cura di me stessa. Di nuovo pensieri in nero. Mi sembra di essere tornata alle domande che mi/vi facevo all'inizio...

    sai qual'è la cosa che mi fa strano in tutta questa vicenda?
    Che il dopo non è da coppia.
    Anni che vivete insieme eppure quella non è casa vostra.
    Lui è semplicemente andato. A stare con sua madre. La sua vera casa?
    Era un ospite?

    Mille io non capisco davvero il dopo.
    Sembrate due fidanzati non due che sono stati conviventi...

  3. #3
    Utente orsacchiottiforme L'avatar di Daniele
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    basta Millepensieri!!!

    Adesso devi fare qualcosa e devi agire in fretta!!!! Allora il tuo compagno non deve fare una terapia normale, non ne uscirà se non dopo anni e perdita di tempo tua e sua, poni l'idea di fare una terapia breve strategica, cerca su internet cosa è e dovrebbe fare al caso suo.

  4. #4
    Utente Esperto L'avatar di MillePensieri
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    Citazione Originariamente Scritto da Tebe Visualizza Messaggio
    sai qual'è la cosa che mi fa strano in tutta questa vicenda?
    Che il dopo non è da coppia.
    Anni che vivete insieme eppure quella non è casa vostra.
    Lui è semplicemente andato. A stare con sua madre. La sua vera casa?
    Era un ospite?

    Mille io non capisco davvero il dopo.
    Sembrate due fidanzati non due che sono stati conviventi...

    Hai ragione, non è da coppia.
    L'ho allontanato momentaneamente sperando che servisse ad entrambi.
    Ho provato ad affrontare con lui la cosa e si è rinchiuso in se stesso fino a diventare una larva.
    Ora non è in grado di tornare. Questa è anche casa sua. Ogni volta che guardo da qualche parte vedo cose sue e ricordo momenti insieme. Lo vorrei qui. Non è uno di passaggio!
    Ma se non riesce nemmeno a parlarmi e a sostenere la mia presenza come faccio a stargli vicino?
    So che è assurdo che due conviventi non stiano nello stesso posto!
    Sono passata dallo stare con lui a ricevere notizie con il contagocce! E' orribile fare da spettatrice! Sto aspettando che qualcuno mi dica "potete rivedervi"!

    EDIT.
    Vorrei almeno un qualche tipo di contatto diretto con lui, non so se è davvero una sua scelta quella di non sentirmi più, voglio vederlo o sentirlo, affrontare i suoi e parlare anche della terapia, come ho detto agli altri forumisti successivamente.
    Non mi rassegno ad aspettarlo in eterno così.
    Ultima modifica di MillePensieri; 29/08/2012 alle 17:50

  5. #5
    Utente orsacchiottiforme L'avatar di Daniele
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    E invece per me lui deve vivere li con te...stare male forse, ma mettersi davanti alla realtà, perchè dove sta c'è solo la depressione e non è certo che se ne esca fuori indenni (se se ne esce fuori).
    Millepensieri, inizio a pensare che llui sia finito in una situazione più grande di quella che poteva reggere, ho paura che il tuo compagno ti abbia tradito perchè è un debole, ma anche se è tale lo ami, ma oggettivamente è un debole.
    Se si usano tropppe premure con lui ora sarà solo peggio, pensaci suvvia.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MillePensieri Visualizza Messaggio
    Hai ragione, non è da coppia.
    L'ho allontanato momentaneamente sperando che servisse ad entrambi.
    Ho provato ad affrontare con lui la cosa e si è rinchiuso in se stesso fino a diventare una larva.
    Ora non è in grado di tornare. Questa è anche casa sua. Ogni volta che guardo da qualche parte vedo cose sue e ricordo momenti insieme. Lo vorrei qui. Non è uno di passaggio!
    Ma se non riesce nemmeno a parlarmi e a sostenere la mia presenza come faccio a stargli vicino?
    So che è assurdo che due conviventi non stiano nello stesso posto!
    Sono passata dallo stare con lui a ricevere notizie con il contagocce! E' orribile fare da spettatrice! Sto aspettando che qualcuno mi dica "potete rivedervi"!
    tra un paio d'anni?
    è anomalo che lui non ti cerchi anche solo per telefono.

  7. #7
    Utente Esperto L'avatar di MillePensieri
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    Citazione Originariamente Scritto da Non Registrato Visualizza Messaggio
    tra un paio d'anni?
    è anomalo che lui non ti cerchi anche solo per telefono.
    prima del crollo ci siamo sentiti...ora non più...una settimana di silenzio

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da MillePensieri Visualizza Messaggio
    prima del crollo ci siamo sentiti...ora non più...una settimana di silenzio
    e intendi aspettare?
    perdona, il crollo gli impedisce di prendere il telefono, mandare un sms, un qualsiasi segnale di vita?

  9. #9
    Utente Esperto L'avatar di MillePensieri
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    Citazione Originariamente Scritto da Daniele Visualizza Messaggio
    E invece per me lui deve vivere li con te...stare male forse, ma mettersi davanti alla realtà, perchè dove sta c'è solo la depressione e non è certo che se ne esca fuori indenni (se se ne esce fuori).
    Millepensieri, inizio a pensare che llui sia finito in una situazione più grande di quella che poteva reggere, ho paura che il tuo compagno ti abbia tradito perchè è un debole, ma anche se è tale lo ami, ma oggettivamente è un debole.
    Se si usano tropppe premure con lui ora sarà solo peggio, pensaci suvvia.
    Ti do ragione anche sul tipo di terapia, quella breve mi ha convinta di più.
    Infatti VOGLIO vedere i suoi (e lui se possibile) per capire perchè quello psicologo e perchè quella terapia, preferisco tenermelo vicino e stare male con lui piuttosto che scontrarmi con il muro di cortesia dei suoi genitori.
    Eravamo una coppia, non so se lo saremo ancora, ma non poterlo seguire in nessun modo se non da lontano mi sembra ridicolo.

    Il problema è nato mentre stavamo insieme e in qualche modo voglio arrivare ad una soluzione con lui, ma non come spettatrice.
    Ultima modifica di MillePensieri; 29/08/2012 alle 17:35

  10. #10
    Utente Esperto L'avatar di MillePensieri
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    Citazione Originariamente Scritto da Non Registrato Visualizza Messaggio
    e intendi aspettare?
    perdona, il crollo gli impedisce di prendere il telefono, mandare un sms, un qualsiasi segnale di vita?
    no, voglio vedere i suoi e lui nei prossimi giorni, se non domani.
    ho rispettato il suo silenzio, ma c'è troppa incertezza ora.
    voglio chiarezza sulla scelta della terapia e voglio poterlo seguire da vicino. credo di aver aspettato abbastanza.
    vederlo magari più avanti, ma avere contatti diretti si.
    Ultima modifica di MillePensieri; 29/08/2012 alle 17:46

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