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Discussione: Articolo: Se il tradito finisce a processo

  1. #1
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    Tanto va il tradito ... a controllare che ... gli crolla il mondo in testa ...

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    Se il tradito finisce a processo
    LA STORIA.Un marito, che opera nel settore immobiliare, deve rispondere di accesso abusivo a un sistema informatico. Aveva scoperto l'adulterio controllando la posta elettronica di un suo dipendente che, licenziato, l'ha poi denunciato
    06/06/2012

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    Giuliana De Sio e Giulio Forges interpretano il Laureato a teatro

    Vicenza. Scopre che la moglie lo tradisce con il suo giovane dipendente e finisce a processo. Il motivo? Sarebbe andato a curiosare nella posta elettronica dell'amante, violando password e riservatezza. Cornuto col rischio di essere mazziato. È la spiacevole situazione che si ritrova a vivere A. F., 49 anni, della città (le iniziali sono a tutela della moglie, altrimenti riconoscibile), per il quale il pubblico ministero Peraro ha chiuso le indagini prima di essere trasferito; per lui il processo è stato fissato al gennaio prossimo davanti al giudice Carli. L'imputato, assistito dall'avv. De Toni di Padova, dovrà rispondere di accesso abusivo ad un sistema informatico. Il protagonista involontario di quella che sembra la trama di una commedia all'italiana è titolare di un'attività in città che opera in ambito immobiliare. Nel 2010 aveva assunto Franco, un giovane collaboratore di 32 anni, che se pure si dava molto da fare aveva insospettito per i suoi modi il titolare. Per questo A. F. aveva ipotizzato che facesse il doppio gioco e passasse informazioni alla concorrenza; in più di un'occasione aveva notato che quando si avvicinava alla sua postazione era lestissimo a chiudere il programma al computer su cui stava lavorando. «Cosa mi sta nascondendo?», si era chiesto il vicentino. Il quale - era il 24 settembre - dopo aver perso un cliente importante, passato alla concorrenza dopo che la pratica era stata gestita da Franco, ha deciso di controllare. Ha atteso che il collaboratore uscisse in pausa pranzo, con una scusa è rimasto in ufficio ed ha verificato il computer. Ha aperto la posta elettronica e, con un po' di fortuna, ha azzeccato la password (la stessa che il dipendente usava per altre applicazioni) e si è fermato a leggere le e-mail. Il titolare ha fatto un salto sulla sedia. A scrivere al suo dipendente, mandandogli decine di e-mail al giorno, era la propria moglie. Casalinga, 45 anni, su di lei non aveva mai avuto sospetti. E invece da quanto ha letto era evidente che aveva una tresca con Franco, di una dozzina d'anni più giovane. Si trovavano in casa sua, quando il dipendente - in teoria - usciva per andare dai clienti. Il contenuto dei messaggi era inequivocabile. A. F. ha anche scoperto che la moglie voleva troncare la relazione extraconiugale, ma il giovane l'aveva minacciata: «O vieni a letto con me l'ultima volta oppure racconto tutto al cornuto». Sì, lo chiamavano proprio così, in quegli scambi bollenti di e-mail. Ecco cosa nascondeva il giovane! Il marito - la scenata a casa non è passata alle cronache - non appena si è trovato di fronte il dipendente gliene ha dette di tutti i colori e lo ha licenziato all'istante, sbattendogli in faccia le e-mail che aveva stampato. Dopo la furibonda litigata, Franco ha lasciato quell'ufficio. Ha atteso qualche settimana ed ha presentato una denuncia contro il suo titolare che era entrato nella sua posta elettronica violando la sua privacy. Si trattava fra l'altro di un indirizzo privato, visto che quello aziendale non gli era stato ancora attivato. L'indagine della procura avrebbe trovato delle conferme, ed è per questo che il magistrato ha chiesto il processo per il professionista. Il quale dovrà spiegare in aula come è venuto in possesso delle prove provate delle scappatelle della moglie con il giovane dipendente.

  2. #2
    Egocentrica non in incognito L'avatar di Tebe
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    LA STORIA.Un marito, che opera nel settore immobiliare, deve rispondere di accesso abusivo a un sistema informatico. Aveva scoperto l'adulterio controllando la posta elettronica di un suo dipendente che, licenziato, l'ha poi denunciato
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    Vicenza. Scopre che la moglie lo tradisce con il suo giovane dipendente e finisce a processo. Il motivo? Sarebbe andato a curiosare nella posta elettronica dell'amante, violando password e riservatezza. Cornuto col rischio di essere mazziato. È la spiacevole situazione che si ritrova a vivere A. F., 49 anni, della città (le iniziali sono a tutela della moglie, altrimenti riconoscibile), per il quale il pubblico ministero Peraro ha chiuso le indagini prima di essere trasferito; per lui il processo è stato fissato al gennaio prossimo davanti al giudice Carli. L'imputato, assistito dall'avv. De Toni di Padova, dovrà rispondere di accesso abusivo ad un sistema informatico. Il protagonista involontario di quella che sembra la trama di una commedia all'italiana è titolare di un'attività in città che opera in ambito immobiliare. Nel 2010 aveva assunto Franco, un giovane collaboratore di 32 anni, che se pure si dava molto da fare aveva insospettito per i suoi modi il titolare. Per questo A. F. aveva ipotizzato che facesse il doppio gioco e passasse informazioni alla concorrenza; in più di un'occasione aveva notato che quando si avvicinava alla sua postazione era lestissimo a chiudere il programma al computer su cui stava lavorando. «Cosa mi sta nascondendo?», si era chiesto il vicentino. Il quale - era il 24 settembre - dopo aver perso un cliente importante, passato alla concorrenza dopo che la pratica era stata gestita da Franco, ha deciso di controllare. Ha atteso che il collaboratore uscisse in pausa pranzo, con una scusa è rimasto in ufficio ed ha verificato il computer. Ha aperto la posta elettronica e, con un po' di fortuna, ha azzeccato la password (la stessa che il dipendente usava per altre applicazioni) e si è fermato a leggere le e-mail. Il titolare ha fatto un salto sulla sedia. A scrivere al suo dipendente, mandandogli decine di e-mail al giorno, era la propria moglie. Casalinga, 45 anni, su di lei non aveva mai avuto sospetti. E invece da quanto ha letto era evidente che aveva una tresca con Franco, di una dozzina d'anni più giovane. Si trovavano in casa sua, quando il dipendente - in teoria - usciva per andare dai clienti. Il contenuto dei messaggi era inequivocabile. A. F. ha anche scoperto che la moglie voleva troncare la relazione extraconiugale, ma il giovane l'aveva minacciata: «O vieni a letto con me l'ultima volta oppure racconto tutto al cornuto». Sì, lo chiamavano proprio così, in quegli scambi bollenti di e-mail. Ecco cosa nascondeva il giovane! Il marito - la scenata a casa non è passata alle cronache - non appena si è trovato di fronte il dipendente gliene ha dette di tutti i colori e lo ha licenziato all'istante, sbattendogli in faccia le e-mail che aveva stampato. Dopo la furibonda litigata, Franco ha lasciato quell'ufficio. Ha atteso qualche settimana ed ha presentato una denuncia contro il suo titolare che era entrato nella sua posta elettronica violando la sua privacy. Si trattava fra l'altro di un indirizzo privato, visto che quello aziendale non gli era stato ancora attivato. L'indagine della procura avrebbe trovato delle conferme, ed è per questo che il magistrato ha chiesto il processo per il professionista. Il quale dovrà spiegare in aula come è venuto in possesso delle prove provate delle scappatelle della moglie con il giovane dipendente.
    E' per quello che non ho mai detto a Mattia di avere salvato e letto le sue mail....


  3. #3
    Super Zitella Acida L'avatar di Eliade
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    Vergognoso...
    ha anche avuto il coraggio di denunciarlo...
    Avrà anche sbagliato, ma son proprio contenta che quel bastardo abbia perso il lavoro...
    Spero che anche la moglie sia stata buttata fuori casa...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Eliade Visualizza Messaggio
    Vergognoso...
    ha anche avuto il coraggio di denunciarlo...
    Avrà anche sbagliato, ma son proprio contenta che quel bastardo abbia perso il lavoro...
    Spero che anche la moglie sia stata buttata fuori casa...
    Ma hai letto bene?
    Pare che tu non possa licenziarmi in questo modo eh?
    Commettendo un illecito...at capi?

  5. #5
    Super Zitella Acida L'avatar di Eliade
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    Ma hai letto bene?
    Pare che tu non possa licenziarmi in questo modo eh?
    Commettendo un illecito...at capi?
    No conte, può benissimo licenziarlo se ha scoperto che era l'amante della moglie, perché il dipendente in questo caso ha minato la fiducia che il capo riponeva in lui.

    il dipendente l'ha denunciato per violazione della privacy (deve rispondere di accesso abusivo a un sistema informatico), no di ingiusto licenziamento, che è diverso.

    Ha atteso qualche settimana ed ha presentato una denuncia contro il suo titolare che era entrato nella sua posta elettronica violando la sua privacy

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Eliade Visualizza Messaggio
    No conte, può benissimo licenziarlo se ha scoperto che era l'amante della moglie, perché il dipendente in questo caso ha minato la fiducia che il capo riponeva in lui.

    il dipendente l'ha denunciato per violazione della privacy (deve rispondere di accesso abusivo a un sistema informatico), no di ingiusto licenziamento, che è diverso.

    Embè mia cara...
    Chi la fa l'aspetti no?
    Tu mi hai sgamato...ma con metodo illegale...quindi...laonde per cui...ecc..ecc.ecc...

  7. #7
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    Articolo: Lei lo ha tradito Paga gli alimenti a lui l'abitazione

    Lei lo ha tradito Paga gli alimenti A lui l'abitazione
    IL CASO. Il tribunale civile ha accolto tutte le richieste del marito
    Decisivo un investigatore privato che ha filmato la donna con l'amante. Lei non vuole lasciare la casa
    08/06/2012

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    Una coppia in crisi, come quella vicentina. ARCHIVIO

    Una vicenda emblematica, che smentisce molti luoghi comuni. Il tribunale ha disposto che sia la moglie adultera a pagare una quota di mantenimento al marito; che la casa coniugale resti a lui; che la figlia venga gestita con l'affido condiviso, ma con prevalenza al padre. È quanto ha disposto il giudice Eloisa Pesenti accogliendo gran parte delle richieste avanzate dagli avv. Giancarlo e Ruggero Rubisse, che assistono un impiegato di 30 anni di origini siciliane che abita nell'hinterland della città. Il caso, che ha anche strascichi penali, è tutt'altro che chiuso, perchè si attende anche l'intervento dell'ufficiale giudiziario visto che la donna non pare abbia intenzione di obbedire a quanto stabilito dal giudice. Lui e lei sono coetanei, entrambi di origini siciliane. Si trasferiscono a Vicenza e trovano lavoro nella stessa azienda: medesimo l'impiego, uguale lo stipendio. Si sposano e diventano genitori di una bambina, che oggi ha 4 anni. Il rapporto poi entra in crisi; il marito sospetta che lei frequenti qualcun altro, ma non ha alcuna prova. Nel frattempo il legame si logora e lei chiede la separazione. In una situazione “normale” i due coniugi avrebbero trovato un accordo per la divisione delle spese, della casa, degli assegni e per la gestione della figlia. La moglie però ha chiesto l'addebito al marito. Il quale, per non diventare cornuto e mazziato, ha deciso di investire dei quattrini per vederci chiaro. Consigliato dai suoi legali, si è rivolto ad un investigatore privato che ha fatto bene - per il marito, s'intende - il suo lavoro. E cioè ha fotografo e filmato la siciliana in atteggiamenti inequivocabili con un altro uomo, un vicentino di 40 anni, fra l'altro con più di qualche grana con la giustizia; di recente è stato rinviato a giudizio. E lo 007 ha ricostruito che la relazione con lui andava avanti da un bel po'. Quando i legali del marito hanno presentato la corposa documentazione in tribunale, la donna deve essersi sentita mancare. La decisione del giudice è stata conforme a quanto emerso: la separazione va addebita a lei, che ha tradito bellamente il marito. E pertanto la casa è stata assegnata a lui, che ha la prevalenza dell'affido della figlia. La mamma deve pertanto pagare una quota per il mantenimento della bimba. I problemi sono emersi subito dopo. Il mutuo di quell'appartamento dove la famiglia viveva quand'era unita lo pagano assieme, moglie e marito. E lei non se ne vuole andare per nessuna ragione. Anzi, quando il marito è andato ad invitarla a fare i bagagli, lei lo ha minacciato pesantemente senza immaginare che lui la stava registrando. Morale, è stata denunciata in procura anche per minacce e dovrà affrontare un processo penale. La coppia è tornata davanti al giudice civile, che ha imposto alla donna di lasciare quella casa al massimo entro quindici giorni. Lei ha ribadito di non sapere dove andare. Il marito, per essere certo di rientrare a casa sua, dovrà affidarsi ad un ufficiale giudiziario per avviare una pratica analoga a quella di uno sfratto per morosità. I tempi sono lunghi, almeno un paio di mesi, ma la donna lì non può restare e dovrà trovarsi un'altra sistemazione, a meno che non intenda correre il rischio di vedersi denunciare penalmente altre volte. Tutto per un tradimento, che questa volta è costato davvero molto caro. D.N.

  8. #8
    Super Zitella Acida L'avatar di Eliade
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    Insomma, tutto per un tradimento mi pare poco...ci sono anche le minacce per lei...

    poca dignità questa donna..

  9. #9
    Jan
    Ospite
    C'è di peggio..........

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